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Storia del caseificio di Cavola

Un progetto della Scuola Elementare di Cavola

I primi contadini

All'inizio del 1900 Cavola era molto popolata, si parla di circa 1.200 abitanti, la maggior parte di loro si dedicava al lavoro dei campi.
Chi possedeva molta terra la faceva lavorare ai mezzadri che conducevano una vita molto dura, si stabilivano nella tenuta del proprietario e dividevano con lui il raccolto.
Per lavorare i campi si usavano i buoi perché erano molto forti ma erano anche animali molto miti, le mucche invece erano poche, si tenevano solo perché con il loro latte potevano sfamare la famiglia.
In data 1929 i proprietari di terreno di Cavola e dintorni decisero di creare un caseificio con lo scopo di far partecipare i soci ai benefici della collaborazione lavorativa del loro latte.
Di fronte alla Parrocchia esisteva un appezzamento di terreno incolto di proprietà della Chiesa, il parroco di allora Don Marcellino Berretti, comprendendo l'importanza di tale iniziativa, diede l'autorizzazione per costruire lì quello che sarebbe diventato il primo caseificio di Cavola.

Uomo a cavallo La costruzione dello stabile coinvolse personalmente tutti i soci e tutti gli abitanti del paese che lavoravano a prestazione cioè davano alcune giornate all'anno per dedicarsi a lavori pubblici, anche chi possedeva dei buoi doveva prestare delle giornate di lavoro per il trasporto del materiale.
Abbiamo provato ad immaginare come poteva svolgersi il lavoro in questo cantiere: un formicolio di persone che si muovevano freneticamente con zappe, badili, martelli. A noi è sembrata un'impresa colossale perché siamo abituati a vedere costruire le case con gru, camion, botti...
Ci è stato detto che, nonostante le difficoltà pratiche, il caseificio di Cavola è stato costruito in poco tempo. Noi pensiamo che tale velocità fosse dovuta all'entusiasmo delle persone che lavoravano e al loro spirito di collaborazione.

Una mucca imbizzarrita Dopo aver terminato la costruzione dell'edificio i soci dovettero cercare il Casaro che si sarebbe stabilito nelle stanze sovrastanti il caseificio. Venne contattato il Signor Guido Bertani che giunse a Cavola da Sant'Ilario d'Enza accompagnato dalla moglie Matilde Paterlini, dai figli Ernesto (che diventò casaro di Roncroffio), Ernestina ed Antonio (Tonino) che in quel periodo stava svolgendo il servizio militare.
Il Signor Guido è ricordato come una persona molto umile, instancabile lavoratore ed esperto nella produzione del formaggio.

La mungituraIl lavoro del casaro in quegli anni era molto pesante perché nei primi anni non c'erano i garzoni ma solo la moglie e i figli potevano aiutarlo. Inoltre tutte le attività venivano svolte
manualmente: per riscaldare il latte occorreva fare il fuoco ed erano i soci che possedevano dei boschi a procurare la legna.
L'acqua necessaria veniva presa da una sorgente che si trovava di fronte al caseificio (a fianco dell'attuale parco giochi) e veniva
trasportata con i secchi. Per mantenere la temperatura costante occorreva essere molto esperti e se il latte si scaldava troppo si buttavano secchi d'acqua nel fuoco.

Il primo caseificioNon esistevano frigoriferi perché non c'era la luce e quando c'era molto caldo il latte poteva essere danneggiato, per questo il formaggio prodotto era diverso di mese in mese e in alcuni
periodi poteva esserci molto scarto, oggi invece con le celle frigorifere e le attrezzature moderne la qualità del formaggio è invariata in tutti i mesi dell'anno. Le prime forme di formaggio vennero prodotte nel 1930, i soci erano circa 70, il latte giornaliero lavorato al caseificio era circa 10 quintali, con cui venivano prodotte 2 forme da chilogrammi 40 cadauna.

Il caseificio oggiOggi vengono prodotte 33/34 forme al giorno da 50 kg ciascuna. La quantità di latte lavorato rimane invariata in tutti i mesi dell'anno mentre in passato era molto diverso.
Il PARMIGIANO REGGIANO è un prodotto tipico della nostra zona, viene prodotto in modo artigianale e naturale. Esiste in sistema che seleziona la qualità e la marchiatura delle
forme idonee, codificato nel Disciplinare di Produzione. Il disciplinare, che raccoglie tutte le regole produttive, ha valore di norma poiché la Comunità Europea riconosce la denominazione di origine protetta (D.O.P). Il disciplinare prevede l'apposizione del marchio di origine cioè la scritta PARMIGIANO REGGIANO a puntini incisi sulla crosta della forma alla sera del primo giorno, quando il formaggio è ancora tenero.

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